sabato 21 gennaio 2017

COMMISSARIAMENTO MUNICIPIO X – I NOMI DEI COLPEVOLI E LA PASSERELLA SUL RUSCELLO

Oggi pomeriggio, 21 Gennaio 2017, i bambini della Comunità Foce del Tevere, che ogni lunedì producono e conducono il TG di Radio Idrosqalo, hanno accompagnato una mucca lungo un percorso preciso per raggiungere poi il corteo “Basta Commissariamento, ridateci il diritto di voto”.
Lo avevano annunciato due giorni fa: “Il Commissariamento ha cause e autori che hanno nomi e cognomi” e per questa ragione sono partiti dal capannone del Giornale di Ostia (di via della Carlinga all’Idroscalo, spacciato da quotidiano La Repubblica come incendio del teatro Fara Nume di Nuova Ostia che dista oltre 2 km) dove erano custoditi gli archivi di 20 anni di pubblicazioni del giornale e che sarebbe dovuto diventare un luogo di socialità e cultura per gli abitanti tutti dell’Idroscalo, grandi e piccini). Hanno deposto un cartello con la seguente scritta “Grazie per gli altri 6 mesi di commissariamento – Delibera N°3 del 18/12/2015”. Hanno poi proseguito alla volta del Porto di Ostia e all’entrata hanno lasciato un altro cartello con la scritta: “Porto di Ostia in amministrazione controllata. Grazie per lo sgombero del 23/02/2010. Aspettiamo il rispetto dell’accordo di programma – Delibera N°3 del 18/12/2015”. Poi hanno raggiunto l’edicola della dirigente del PD, Sabrina Giacobbi, dove hanno lasciato un ulteriore cartello: “Grazie per i 18 mesi di Commissariamento. Paga l’OSP non con i nostri soldi - Delibera N°3 del 18/12/2015”. Quindi hanno proseguito sul Lungomare Paolo Toscanelli e si sono fermati davanti all’entrata del ex locale “Quore Matto” e lasciato l’ennesimo cartello “Ex Quore Matto. Giovanni Zannola (PD), grazie per i 18 mesi di Commissariamento per mafia - Delibera N°3 del 18/12/2015”. Infine hanno raggiunto il corteo al palazzo del Governatorato in Piazza della Stazione Vecchia, dove hanno lasciato l’ultimo cartello: “Municipio X Commissariato. Grazie di tutto ma anche basta- I Cittadini dell’Idroscalo e del Municipio X non sono né mafiosi né una mucca da mungere. Al Voto!”.
“Siamo stanchi. Stanchi delle bugie di Stato – affermano i bambini della Comunità Foce del Tevere- Stanchi di finti incendi spacciati per atti di intimidazione mafiosa. Stanchi di promesse, di essere usati all’occorrenza per raccattare voti in campagna elettorale, di strumentalizzazioni, di essere stigmatizzati ed insultati alla bisogna. Stanchi di non avere servizi, di non avere le possibilità che ogni Paese civile dovrebbe offrire ai propri Cittadini, a partire dai bambini che dovrebbero rappresentarne il futuro. Stanchi di essere censiti, un giorno sì e l’altro pure, nemmeno fossimo una specie animale in estinzione. Stanchi di adulti che non hanno il coraggio delle proprie azioni e che hanno infangato il territorio di Ostia per salvare le proprie sorti o quelle dei loro partiti. Stanchi di uomini dello Stato che la prima cosa che hanno fatto, appena giunti ad Ostia, nonostante non conoscessero minimamente il Municipio X, è stata quella di produrre una delibera CONTRO l’Idroscalo (Delibera N°3 del 18/12/2015), cercando di annientare anni di lotta della Comunità Foce del Tevere. La Legge e chi la rappresenta, non esistono per difendere i forti (loro si sono sempre difesi da soli), bensì i più deboli, i vecchi, i bambini. Lo Stato siamo noi e non abbiamo paura di scrivere nomi e cognomi di chi ha lucrato, per ragioni vergognose, su tutti i Cittadini perbene del Municipio X, privandoli del più importante spazio di democrazia, il voto, così come ogni giorno privano i bambini dell’Idroscalo di Ostia di scegliere liberamente e consapevolmente il loro futuro, quello di Cittadini fragili che non solo hanno doveri, ma anche diritti. La nostra dignità sociale è pari a quella di ogni altro Cittadino ed era dovere degli ‘uomini dello Stato’ di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. A loro spettava il compito dell’educazione alla vulnerabilità, obiettivo fallito. Vogliamo loro ricordare che come diceva Don Milani, «La Repubblica si impegna a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto l’eguaglianza di tutti i cittadini … E ottiene che venga costruita una passerella sul ruscello»”
Comunicato Stampa
I bambini del TG di Radio Idrosqalo
Comunità Foce del Tevere


giovedì 19 gennaio 2017

L'IDROSCALO DI OSTIA E IL MUNICIPIO X NON SONO NE' MAFIOSI NE' UNA MUCCA DA MUNGERE.
La Comunità Foce del Tevere aderisce alla manifestazione del 21 Gennaio 2017. Gli ulteriori 6 mesi di Commissariamento del Municipio X hanno prodotto finalmente un movimento di sdegno trasversale, che purtroppo però non ha avuto il tempo di fare un’analisi puntuale di quanto è accaduto in questo anno e mezzo di Commissariamento (per non parlare di un’analisi di più ampio respiro su quanto avvenuto in questi ultimi anni), né fatto dei distinguo, padre della verità.
La Comunità Foce del Tevere ha intrapreso dal 2010 lotte sociali importanti, ha messo a valore queste lotte e costruito anche spazi di resistenza come Radio Idrosqalo. La Comunità sa perfettamente che alla manifestazione aderiranno tantissimi cittadini perbene. Per il rispetto che nutriamo verso di loro, la Comunità Foce del Tevere li raggiungerà al Palazzo del Governatorato, ma non sfilerà lungo il corteo con chi non ha diritto di cittadinanza all’Idroscalo di Ostia, a cui non appartiene in quanto le sue uniche azioni sono sempre e state solo privatistiche e/o affaristiche. Non può sfilare con chi ha definito (e condiviso), ancora prima del Commissariamento, l’Idroscalo un covo di “puttane e mafiosi”, con chi non ha preso le distanze da queste parole indegne e non ha avuto nemmeno un moto di sdegno o un atto di solidarietà. Non può sfilare con chi rappresenta solo se stesso, ma dice di parlare a nome di una realtà complessa ed eterogenea come l’Idroscalo di Ostia, con chi ha strumentalizzato ogni più piccolo episodio per misere vendette politiche e personali, con l’obiettivo di intimidire, di sfiancare, di distruggere il patrimonio che la Comunità Foce del Tevere ha costruito in questi anni. La Comunità Foce del Tevere non può nemmeno sfilare con quei politici che al corteo pensano di rifarsi una verginità, dopo che hanno chiuso non un occhio, ma tutte e due davanti allo scempio che si è compiuto in questi anni contro i cittadini del Municipio X ed in particolare quelli dell’Idroscalo o con chi prima ha provocato il Commissariamento per poi ripudiarlo per convenienza.
In poche parole, noi non sfileremo accanto a persone non perbene, ma ci ritroveremo con i cittadini perbene sotto la sede del Municipio X. I bambini in particolare, che ogni lunedì producono e conducono il TG di Radio Idrosqalo, sono intimamente convinti che, come “Altra Ostia” ha scritto sul suo blog, debba essere posta una distanza di metodo e di contenuto dalla narrazione tossica che, soprattutto da marzo 2015, alcuni media hanno deciso di utilizzare per raccontare le vicende che hanno colpito il X Municipio e l’Idroscalo in particolare.
Il Commissariamento ha cause e autori che hanno nomi e cognomi e il 21 Gennaio i bambini dell’Idroscalo, non mancheranno di rimarcarli, con determinazione e coraggio, l’unico modo perché trionfi la verità e si pongano così le basi di un futuro finalmente rispettoso della dignità di tutti i cittadini perbene che vivono in questo Municipio, all’interno di un ragionamento più ampio che non può poggiare su piedi di argilla.
Franca Vannini
Portavoce

domenica 4 dicembre 2016

Babbo Natale....si ferma all'Idroscalo di Ostia





Anche quest' anno, sabato 17 dicembre,
in Piazza dei Piroscafi dalle ore 15:00,
l'Idroscalo festeggerà il Santo Natale,

donando un pomeriggio di gioia ai bambini della sua comunità.
Il programma sarà il seguente:
Ore 15:00 inizio evento
Ore 16:00 recita con i nostri bimbi      reciteranno   "la notte santa"
Ore 17:00 concerto di Natale
Ore 17:30 l'angolo della poesia
Ore 18:00 arrivo di Babbo Natale
L' evento si concluderà con lo scambio di auguri

ed il tutto sarà accompagnato da musica,
banchetti con oggetti creati dai nostri bimbi
con materiale di riciclo per raccolta fondi per i terremotati,
ed infine ci sarà cioccolata calda, zucchero filato,
dolci salati e la nostra
allegria e simpatia accompagnerà tutto l'evento
Vi aspettiamo numerosi

Per info chiamare lo:388-9035105

sabato 30 aprile 2016

IDROSCALO DI OSTIA – IL MUNICIPIO X HA RILASCIATO CERTIFICATI DI RESIDENZA NONOSTANTE FOSSE VIETATO

Roma, 30 aprile 2016 - Abbiamo appreso di fatti molto gravi. Dal 23 febbraio 2010 (data nefasta per l’Idroscalo di Ostia in cui sono avvenuti sgomberi e demolizioni) un’ordinanza sindacale, firmata dall’ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno, vietava di rilasciare nuovi certificati di residenza nell’area dell’Idroscalo di Ostia. Da anni gli abitanti all’Idroscalo sono sottoposti a censimenti, spesso avvenuti con metodi poco rispettosi delle norme e delle leggi. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato voluto dall’ex Assessore alla Legalità, nonché delegato dal Sindaco al Municipio X, Alfonso Sabella, a Luglio 2015, sciolto per mafia ad Agosto. I Vigili della Lupa Capitolina entravano nelle case senza esibire alcun mandato o ordine di servizio, addirittura venivano censite di domenica le persone che erano in spiaggia, turisti e residenti, che prendevano la tintarella e giocavano con i loro bambini. Alcuni cittadini hanno lamentato addirittura reazioni poco civili da parte delle forze dell’ordine. L’ordinanza di Alemanno impediva addirittura ricongiungimenti familiari. E’ il caso ad esempio del marito di Alessandra O., a cui è stata negata la residenza. Nonostante ciò, abbiamo scoperto presso l’ufficio anagrafe del Municipio X, che dal 2010 sono state rilasciate diversi certificati di residenza, su pressioni ed intercessioni ‘politiche’. Riteniamo questo fatto molto grave, non solo perché viola un’ordinanza, ma perché si è continuato dal 2010 fino almeno al 2015 con comportamenti illegali da parte degli uffici di un Municipio che è stato poi sciolto per Mafia.
Inoltre, assistiamo da settimane a comportamenti molto discutibili da parte del Consorzio Nuovo Idroscalo, su cui nutriamo fortissimi dubbi sull’attuale legittimità della figura giuridica. Il Consorzio ha rimosso il faro alla foce del Fiume Tevere, che era stato posizionato dalla Capitaneria, e al suo posto ha messo una vela con una citazione tratta da De reditu suo, libro I di Claudio Rutilio Namaziano nella traduzione di Giosuè Carducci e che il Consorzio Nuovo Idroscalo “pose il 21 Aprile 2016” a firma di Sergio Leoni. A prescindere dal fatto che non si capisce il senso della scelta del brano citato, avulso e decontestualizzato dalla realtà del territorio, la Comunità Foce del Tevere denuncia l’apertura della nuova campagna elettorale all’Idroscalo di Ostia, dove qualcuno pensa che può fare come gli pare. Come se non bastasse il Consorzio da alcune settimane ha diffuso un volantino affermando cose molto gravi oltre che false. Il testo afferma che l’area dell’Idroscalo di Ostia è “un bene demaniale che lo Stato dismette (ovvero ha messo in vendita)” e di sottoscrivere una nuova richiesta di acquisto. Non c’è alcuna parte dell’area dell’Idroscalo di Ostia che è in vendita. Si tratta dell’ennesima ‘mossa’ da campagna elettorale che si gioca sulla buona fede delle persone che vi abitano e che ignorano questioni tecniche complesse.
Chiediamo dunque al Prefetto Domenico Vulpiani di intervenire per ripristinare verità e legalità.
Franca Vannini
Portavoce
Tel.: +39 388 903 5105
e-mail: comunitafocetevere@tiscali.it

venerdì 25 marzo 2016

Festa nel Parco di Piazza Gasparri "Ostia si ribella", del 25 marzo 2016

Questo il nostro intervento all' evento:Ostia si ribella


Sono Franca Vannini, portavoce della Comunità Foce del Tevere. Faccio mie le parole di qualche giorno fa scritte da un intellettuale del nostro Municipio che Nuova Ostia e l’Idroscalo li amano, Giorgio Jorio, cittadino “onorario” di questo lembo della Capitale. Ricordava come questa parte della città era definita da Pasolini la periferia della periferie, una definizione attuale anche oggi. Ci associamo alle sue parole perché non possiamo che dare un giudizio severamente critico sulle gravi responsabilità politiche del centro sinistra per lo stato di abbandono, di degrado etico e sociale e di desertificazione culturale in cui versa Nuova Ostia e l’Idroscalo. Responsabilità che iniziano dalla seconda metà degli anni ‘80 dopo la morte di Petroselli. Da quegli anni infatti Nuova Ostia e ancora di più l’Idroscalo sono stati progressivamente dimenticati sino alla completa “rimozione” dalla mappa degli interventi politici di risanamento delle periferie. Ma negli ultimi anni s’è fatto anche di peggio ad opera del PD e dagli alleati di SEL. Non solo lo stato di abbandono è da criticare aspramente ma anche le poche azioni “politiche” che hanno messo in atto. Da condannare è l’appoggio politico dato a un gruppo di operatori socio culturali che hanno messo fine al progetto Pasoliniano di Affabulazione trasformando un BENE COMUNE in un luogo del privato sociale dove affluiscono spesso per via diretta e senza bando finanziamenti pubblici, anche se il luogo è non più un presidio come era ma un luogo occupato abusivamente per gli interessi di un piccolo gruppo di operatori che fruiscono anche delle utenze (luce, acqua e gas) a carico della comunità e chiedono una quota esosa per l’AFFITTO(!) degli spazi agli artisti e ai cittadini che ne chiedono l’uso. E ancora più intollerabili sono quelle azioni fatte ultimamente in nome di una proclamata “legalità” contro lo Skate e la Femus portata avanti in modo indiscriminato, ma purtroppo mirato, che hanno colpito due dei più vitali luoghi di incontro di cultura e socialità della “nostra” zona diseredata procedendo in uno sgombero forzoso anziché trovare una soluzione ai problemi di abusivismo. Il centro di Piazza Agrippa si trova nelle stesse condizioni di occupazione abusiva della FEMUS, per non parlare dello SKATE park (che era una eccellenza europea per il quale si poteva e doveva trovare un luogo alternativo prima di fare lo sgombero che lo ha fatto diventare una discarica. Decine anzi centinaia di bambini, di giovanissimi e di cittadini sono stati privati dall’oggi al domani di un luogo che con lo sport, la danza, la musica il canto e la palestra crescevano in civiltà lontani dalle strade e dalla loro nociva influenza. Evidentemente esistono degli abusi di serie A e di serie B, esiste cioè una legalità a corrente alternata, figli e figliastri. L’Idroscalo è sempre stato considerato meno di un figliastro. Da anni chiediamo di poter portare avanti un progetto di riqualificazione dell’area dentro un processo di legalità, nel rispetto delle norme e dei regolamenti, che non ci viene concesso nonostante gli enti tecnici abbiano dato parere positivo. Quindi il problema è la non volontà politica, che vuole governare solo attraverso lo strumento dello sgombero di un’intera comunità, cancellando così la vergogna di una politica colpevolmente assente da 60 anni in quell’area. Come diceva Marx la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. La tragedia è stata l’abusivismo di necessità degli anni ’50 e ‘60, la farsa è quella di negare la precisa volontà del potere di operare una disgregazione sociale in nome della legalità. Le parole non fanno figli e in questo caso sono espressione della loro falsa coscienza. Per questo ogni giorno continueremo la nostra lotta e saremo il loro contrappeso con iniziative dal basso, per rivendicare i nostri diritti e soprattutto per ricordargli che i doveri sono i nostri, i loro, di tutti. La legalità non è a senso unico.

martedì 19 gennaio 2016

RADIO VATICANA INTERVISTA LA COMUNITA' FOCE DEL TEVERE



19 gennaio 2016 - Intervista della Dott.ssa Priscilla Muro per Radio Vaticana al Dott. Ing. Andrea Schiavone, parte tecnica per la Comunità Foce del Tevere, sulla delibera n.3 del 18 dicembre 2015 della Commissione Prefettizia per il Municipio X, che prevede la delocalizzazione dell'intero abitato dell'Idroscalo di Ostia dove vivono 500 famiglie, tra le più disagiate di Roma, senza alcun processo di partecipazione. La storia del Mandrione e dell'Acquedotto Felice si ripete?



venerdì 11 dicembre 2015

Festa di natale all'Idroscalo di Ostia

Anche quest' anno, grazie alla solidarietà
della gente che ha partecipato a "dona un giocattolo", il 20-12-2015, in Piazza dei Piroscafi dalle ore 15:00, festeggeremo il Santo Natale, donando un pomeriggio di gioia ai bambini della sua comunità.
Il programma sara' il seguente:
Ore 15:00 inizio evento
Ore 16:00 si offrira' cioccolata calda e dolce
Ore 16:30 tiro ai barattoli con premio
Ore 17:00 gira la ruota con premio
Ore 17:30 arrivo di Babbo Natale
L' evento si concludera' con lo scambio di auguri, il tutto sara' accompagnato da musica e una mostra fotografica del gruppo de La mia Ostia che vi fara' scoprire la vera faccia dell' Idroscalo....
Vi aspettiamo numerosi

mercoledì 25 novembre 2015

Dona un giocattolo

Manca ormai un mese a Natale
e anche quest'anno,
la nostra comunità vi chiede un minuto d'ascolto:
"vorremmo continuare insieme a voi
a realizzare un sogno:
rendere felici,nel giorno più' bello ed importante dell'anno,
un bambino/a come i vostri figli....
non vi chiediamo contributi economici o altro,
ma come l'anno scorso,
vi chiediamo di far guardare dai vostri figli la
propria cesta dei giocattoli,fategli scegliere il gioco con cui non giocano più',
o che non gli piace e donatelo a chi anche quest'anno
non potrà trovare nulla sotto l'albero di Natale...
Aiutateci a rendere "Magico" anche per i meno fortunati il Santo Natale,
doniamo un sorriso
ai meno fortunati...
Chiunque volesse potrà portare un gioco nella sede della comunità,
sita in Piazza dei piroscafi n.33,dove verranno raccolti,confezionati
ed il 20 dicembre verranno
donati da Babbo Natale ai nostri bambini.
Vi aspettiamo numerosi e solidali come lo siete stati
l'anno passato,cerchiamo,
insieme al vostro aiuto di rendere felici
i nostri BAMBINI.....

sabato 31 ottobre 2015

Pasolini e il falò – All’Idroscalo il ricordo dell’intellettuale


A quaranta anni esatti dal
suo omicidio,
l'Idroscalo ricorderà Pasolini
Lunedi 2 novembre, alle ore 18:00 
 in Piazza dei Piroscafi.
Brani del pensiero dell'intellettuale
verranno prima letti e poi adagiati
su di un manichino che lo raffigura,
mentre verranno gettate nel fuoco
di un falò le parole che hanno offeso
la sua memoria, sotto la guida

di Giorgio Jorio.







giovedì 29 ottobre 2015

IDROSCALO DI OSTIA, DACCI OGGI LA NOSTRA TRUFFA QUOTIDIANA

Ha ragione la Dott.ssa Myrta Merlino, siamo un Paese pronto a tutto, in cui serpeggia arroganza e assenza di vergogna. Un Paese che truffa i più deboli togliendogli la loro dignità e i giornalisti, che “dovrebbero fare autocritica culturale”, essere il quarto potere, la voce critica appunto contro il potere, si riducono a fare il megafono di tutto (soprattutto del potere) fuorché dei fatti.
Noi, cittadini dell’Idroscalo, siamo i deboli, lo siamo da 60 anni, 60 anni di storia e di storie degli ultimi. Non ci sono case con i rubinetti d’oro all’Idroscalo di Ostia. Non ci sono i mafiosi all’Idroscalo di Ostia. Ci sono gli ultimi che meriterebbero il rispetto, almeno dei fatti.
Alfonso Sabella non è venuto all’Idroscalo di Ostia con le ruspe. Alfonso Sabella la rivoltella non la portava perché entrava all’Idroscalo di Ostia per un sopralluogo accompagnato dai cittadini dell’Idroscalo. Sabella la pistola la porta sempre con se e l’ha portata anche dentro il Municipio X.
L’Idroscalo è “nel bacino del Tevere”, vero, come Roma e le centinaia di Comuni sviluppatisi nelle aree vicino al fiume. Non è mica un reato. Se non si sa di cosa si parla sarebbe meglio prima informarsi oppure tacere.
Pasolini non è morto dove oggi c’è il borgo di 2.000 anime dell’Idroscalo di Ostia, ma dove attualmente c’è la LIPU e dove un tempo sorgevano baracche sulla spiaggia, una spiaggia che non esiste più perché ci hanno costruito il Porto. Il Porto di Roma, della Capitale d’Italia, finito nelle inchieste di Mafia Capitale. Dire che allora quelle baracche fossero meglio delle nostre case è un’offesa e un falso storico.
L’Idroscalo ha fatto sempre comodo a tutti (anche ai giornalisti), che si ricordano di noi in campagna elettorale o nell’anniversario della morte di Pasolini, quando serve cavalcare mediaticamente solo la parola “degrado”, offendendo anche la memoria di un grande intellettuale.
Sono 60 anni che accogliamo gli ultimi degli ultimi. 60 anni in cui chiediamo di riqualificare l’area. 60 anni di comportamenti schizofrenici degli amministratori. 60 anni di bugie e finti scoop. 60 anni di gente, che parla senza conoscere né tecnicamente né socialmente la nostra realtà. All'Idroscalo di Ostia ogni giorno c’è gente che viene magari solo per vedere il tramonto o per pescare. Nessuno è mai stato aggredito, nessuno è mai stato rapinato. Ma siamo stanchi di quei giornalisti che vengono con l’unico scopo di calpestare i nostri diritti, la nostra dignità di cittadini prima di tutto, magari facendosi un giro dentro ad auto blindate e vetri fumé per poi correre a pontificare in qualche salotto televisivo. Avere un nemico all’occorrenza fa sempre comodo a troppi e noi siamo un bersaglio troppo facile anche per i conigli. Nessuno ci interpella sulle scelte che ci riguardano direttamente, nessuno ci chiede la nostra opinione. Quattro anni fa l'Idroscalo di Ostia è stato vittima di un violentissimo sgombero di 35 case, ordinato dal sindaco Alemanno: oltre 1200 persone, appartenenti alle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, hanno cacciato gli abitanti senza preavviso, sradicando intere famiglie dal tessuto sociale nel quale vivevano con vecchi e bambini, portandoli dentro a vergognosi residence, che hanno ingrassato le tasche di molti politici e colletti bianchi, dopo aver messo tutti i loro averi in dei container e dove ancora giacciono corrosi dal tempo e dalla pioggia. Nonostante il cambio di giunta e il commissariamento del Municipio i progetti per il nostro quartiere sono gli stessi della giunta Alemanno: continuare a riunirsi a porte chiuse con finti “esperti” che non conoscono il territorio, e programmare sgomberi arbitrari e trasferimenti che distruggono la nostra comunità, perché di questo stiamo parlando, di una comunità.
Da anni stiamo lavorando su un’alternativa: abbiamo presentato un progetto di riqualificazione, integrato con l'ambiente e con il tessuto urbano, e da anni collaboriamo con tutte le forze sane e impegnate di questa città, compresa l'Università di Roma, per documentare in primo luogo la volontà degli abitanti di rimanere nel quartiere e in secondo luogo la fattibilità tecnica di un progetto alternativo alla demolizione.
Da anni chiediamo di essere ascoltati e inclusi nel processo decisionale che determinerà il nostro futuro. Abbiamo una proposta concreta, partecipata e condivisa ed economicamente molto più vantaggiosa di ogni altra ipotesi finora contemplata dai politici di turno. Ma si continua, soprattutto molti di voi giornalisti, a trattarci come animali da zoo. Per le amministrazioni siamo un impiccio per gli affari del Porto Turistico, il cui patron è stato arrestato, ma il cui progetto di espansione sul nostro quartiere è tuttora il piano urbanistico vigente per la Foce del Tevere. Come se in questo momento storico Ostia abbia bisogno di altre costruzioni e demolizioni, pane per i denti delle mafie e dei corrotti.
Stiamo ancora attendendo l'esecuzione dell'ordinanza n.43 del 17/2/2010, che prevedeva, dopo lo sgombero, il rinforzo degli argini del Tevere. Lo sgombero è stato realizzato, ma il rinforzo degli argini no, perché evidentemente la pubblica incolumità dei cittadini dell’Idroscalo di Ostia non interessa a nessuno, eppure il Sindaco è “primus inter pares”, ma qui di “primis” se ne sono visti ben pochi, al massimo in campagna elettorale o durante le demolizioni a favore di telecamera.
Da anni chiediamo il rispetto da parte del Porto di Roma dell'Accordo di Programma stipulato nel 2002 e che prevedeva i lavori necessari ad impedire gli allagamenti di acqua piovana su via dell'Idroscalo. Il Comune di Roma non ha MAI fatto nulla, soprattutto il suo dovere, quello di sollecitare l’attuazione, e siamo stati tacciati di essere mafiosi per aver chiesto noi in questi anni, nel silenzio assordante del Comune, al Presidente del Porto di ottemperare agli obblighi previsti per legge.
Noi, gli ultimi degli ultimi, stiamo chiedendo da anni che fine ha fatto il Piano di Zona dell'Idroscalo, cioè le case popolari per gli aventi diritto dell’Idroscalo di Ostia. Sparito, sotto una colata di cemento senza che l’amministrazione battesse ciglio.
Il nostro abusivismo si chiama abusivismo di necessità (che in altri tempi e in altre epoche, scuoteva la coscienza degli intellettuali, della Chiesa, dei politici, dei giornalisti) e ci sono persone che vivono all’Idroscalo che godono di diritti di superficie, esattamente come gli imprenditori balneari. Ma voi non lo sapete, voi non studiate, voi semplicemente vi beate di ignorare perché avete poca stima del target che vi ascolta o vi legge. Voi cavalcate menzogne spacciate per verità e vi sorprendete perché qualcuno vi manda al diavolo se venite con la tracotanza di incasellare l’Idroscalo di Ostia come una Suburra.
Siamo stanchi, stanchi delle menzogne, come quelle sui contatori dell’acqua. Piazza dei Piroscafi fa parte delle 100 piazze di Rutelli. Le strade hanno un nome perché fanno parte del patrimonio comunale e fino a pochi mesi fa il Comune ha sempre rilasciato i certificati di residenza, assegnando dunque alle case anche numeri civici.
Siamo stanchi, stanchi di avere una dispersione scolastica altissima a causa di una pessima gestione degli orari dei trasporti pubblici.
Stanchi di non avere voce, di essere fotografati come i brutti, sporchi e cattivi, perché fa molto di sinistra parlare dell’emarginazione e di destra di ‘pulizia’. Stanchi di voi, giornalisti, che parlate troppo spesso di persone e fenomeni che nemmeno conoscete, che non volete approfondire, che entrate nelle case delle persone senza nemmeno chiedere permesso, che l’intervista ad uno solo diventa la condizione con cui stigmatizzare tutti. E Non basta vivere ad Ostia per dire delle verità su Ostia.
Nel nostro territorio arrivano gli ultimi degli ultimi, quelli che nessuno vuole, tranne che per i lavori più umilianti, sottopagati e senza diritti, che noi, italiani dell’Idroscalo (pare che specificare la nazionalità faccia la differenza in questo Paese), accogliamo senza problemi, senza chiedere il passaporto, cercando di sopperire all’assenza dello Stato, attraverso anche l’aiuto della Caritas. Nemmeno gli animali del più infimo circo sarebbero trattati con così grande disprezzo.
“L’aria che tira” nell’informazione è davvero pessima. Almeno all’Idroscalo, da noi l’aria che tira è pulita.
Francesca Bianchi della comunità dell'Idroscalo di Ostia

sabato 19 settembre 2015

Idroscalo di Ostia,la sagra dei gnocchi ad idropark

Si comincia....
                                                                                                    














Fino ad arrivare alla sua forma perfetta...
















Fino ad arrivare ad IDROPARK...












Dove si comincia a servire




Dove ci si trovano i pensieri ed i sogni dei bambini...











































venerdì 11 settembre 2015

IDROPARK


il degrado in cui ci hanno lasciato...

Si comincia pulire

Anche i piccoli aiutano..


Con un po di tappi tutto e' piu' colorato.... 
Ed ecco a voi il nostro idrodondolo...


martedì 8 settembre 2015

IDROSCALO DI OSTIA:FESTA DI FINE ESTATE RACCOLTA FONDI PER PARCOGIOCHI BAMBINI

PROGRAMMA FESTA

VENERDI 18 SETTEMBRE
ore 17:00 baby dance
ore 18:00 giochi per grandi e piccoli
(tiro alla fune,percorso ad ostacoli,ruba bandiera...)
ore 19:00 pensiero piu' bello
(ogni bambino scrivera' un pensiero sui spartitraffico)
ore 20:00 gnoccata
Sabato 19 
ore 17:00 simpaty-bici
(bicicletta piu' simpatica)
ore 18:00 torneo di carte e scacchi
ore 20:00 gnoccata e musica
Domenica 20
ore 17:00 giochi
                                                                       ore 18:00 premiazioni dei giochi e tornei
                                                                       ore 20:00 gnoccata e musica
                                                                       ore 21:00 sfilata idroscalo
l' evento si terra' in Piazza dei Piroscafi,per info si puo' contattare il 3889035105
VI ASPETTIAMO


domenica 2 agosto 2015

# LETTERA AL PREFETTO DI ROMA FRANCO GABRIELLI#

La lettera, qui riportata, contenente i punti non negoziabili per la Comunità Foce del Tevere che devono essere posti all'attenzione del Prefetto, sarà inviata domani sera via PEC con le firme dell 87 famiglie della Comunità Foce del Tevere e di chiunque dell'Idroscalo decida di sottoscriverle. 
Chi lo desidera può farlo o venendo presso la nostra sede o inviando una mail a comunitafocetevere@tiscali.it. (Franca Vannini, Portavoce)
LETTERA AL PREFETTO FRANCO GABRIELLI
In vista del prossimo incontro sul tema “Idroscalo di Ostia”, la Comunità Foce del Tevere ha ravvisato, in riferimento all'esito dell’incontro che Lei ha tenuto col Coordinamento Territoriale dell’Idroscalo, di fare un percorso autonomo, ritenendo IMPRESCINDIBILI altre priorità che qui Le elenchiamo, certi in questo modo di dare un contributo fattivo e importante per il raggiungimento dell’obiettivo finale che comunque rimane comune al Coordinamento.
1) L'incolumità dei cittadini dell'Idroscalo passa attraverso la protezione a mare, a fiume e su Via dell'Idroscalo.
A mare: abbiamo risolto noi della Comunità Foce Tevere gli scorsi anni con la Regione Lazio.
A fiume: è dal 2010 che aspettiamo che il Comune di Roma, per continuità amministrativa, esegua l’ordinanza dell’ex Sindaco di Roma, Giovanni Alemanno, n.43 del 17 febbraio 2010, relativamente alla difesa lato fiume dell’abitato dell’Idroscalo di Ostia. L’ordinanza aveva caratteristiche di Protezione Civile e prevedeva anche la difesa dell’abitato di Ostia mediante posa, presso gli argini del fiume Tevere, di palancole in acciaio tipo Larssen 23, per una lunghezza di circa 200 metri, opera mai realizzata.
Su Via dell'Idroscalo: attendiamo dal 2002 che il Comune di Roma chieda al Porto di Roma di dare esecuzione dei contenuti dell’Accordo di Programma, in modo che Via dell’Idroscalo non si allaghi più con conseguente interruzione di pubblici servizi, che impediscono alle persone di portare i bambini a scuola o semplicemente raggiungere una farmacia.
2) In questi anni nessuno dell’Amministrazione è in grado di dirci dove è finito il Piano di Zona dell’Idroscalo, dove dovevano essere costruite le 167 (totale appartamenti 70) per gli aventi diritto residenti all'Idroscalo.
3) Il problema dei contatori ACEA Acqua, ma siamo certi che sia già stato posto dal Coordinamento Territoriale. Questo problema riguarda prevalentemente i residenti della Comunità Foce Tevere.
L’inverno è alla porte, con tutti i disagi e le preoccupazioni che conseguono alla precipitazioni. Pertanto diventa urgente e imprescindibile discutere dei punti indicati. 
Chiediamo dunque di essere convocati alla prossima riunione e alleghiamo le firme degli aderenti alla Comunità Foce Tevere.
Distinti saluti
Franca Vannini
Portavoce
Tel.: +39 388 903 5105
e-mail: comunitafocetevere@tiscali.it
Roma, 2 Agosto 2015


giovedì 30 luglio 2015

ANGELI/TORE TORE: "HO VISTO COSE CHE" SOLO NEL PD.


Ecco a voi chi è 'Tore Tore'. 
Si tratta di Sabrina Giacobbi, 
segretaria del circolo PD di Nuova Ostia (quello chiuso dopo che 
LabUr ha denunciato il legame 
del circolo con la Signora Armellini 
e l'illegalità nella quale è sopravvissuto tutti questi anni), gestisce l'edicola a Nuova Ostia a cui è stato appiccato un ridicolo incendio poco tempo fa gridando all'attentato mafioso. 
Sabrina Giacobbi non è dell'Idroscalo, è molto amica di Federica Angeli e non sapendo scrivere correttamente in italiano, utilizza un ghostwriter. 
Ogni altro commento è superfluo.  

mercoledì 29 luglio 2015

FEDERICA ANGELI, UNA BUGIARDA PATENTATA: TIRA IN BALLO VERGOGNOSAMENTE IL POVERO DON FABIO

Siamo andati dal nostro parroco 
Don Fabio, che fa parte come noi, della Comunità Foce del Tevere, il CdQ Idroscalo e il Consorzio dell'Idroscalo e la Caritas di Ostia, del Coordinamento Territoriale dell'Idroscalo. Abbiamo portato copia dello scambio tra la giornalista (?) Federica Angeli e 'Tore Tore', fake 'ricicciato' oggi dopo era stato 'abbattuto' da facebook ieri sera perché presentava un'identità falsa tirata su di fretta e furia. Nuovamente la giornalista (?), come è sua abitudine fare, utilizza terzi per le sue zozze menzogne. In questo caso nuovamente tira in ballo il nostro parroco Don Fabio, che insieme a Don Franco De Donno, a capo della Caritas di Ostia, coordinano con grande impegno e sensibilità il Coordinamento. 
Abbiamo registrato il colloquio che riportiamo integralmente.

- Franca Vannini - Buonasera Don Fabio le vorrei chiedere alcune spiegazioni su quanto dichiara Federica Angeli
(gli porgiamo il foglio dello scambio con 'Tore Tore')
- Don Fabio - Chi e' Tore Tore'?
- FV - Lui dichiara un abitante dell'idroscalo
(Don Fabio prosegue nella lettura)
- DF - Avrei ringraziato per l'articolo? Non saprei neanche come contattarla.
Non ho né facebook né un telefono. Scusa ma si riferisce a quale articolo? Quello di ieri ? Io veramente l'ho letto ma come faccio a contattarla, non ho neppure un suo numero di telefono quindi non posso averlo fatto. Quando ci ho parlato non l'ho ringraziata per l'articolo precedente, ma abbiamo avuto un colloquio buono.
Ho cercato di calmarla perché nel coordinamento mi è stato chiesto di calmarla.
- FV - Ma qui da lei?
- DF - No ci siamo incontrati in un bar, perché lei sai con la scorta, siamo stati parecchio a parlare e sinceramente io avevo pensato di averle dato un quadro un pochino diverso e più buono dell'Idroscalo che lei racconta nei suoi articoli e lei sembrava che lo avesse apprezzato.
Da quel momento io non l'ho più vista e sentita. Io c'ero andato per dirle 'guarda io non entro in merito io entro in merito sulle cose imprecise' e lei mi ha detto 'faccio delle correzioni?' Ed io 'no, ormai'. Io non le ho scritto perché non ho un modo per scriverle e non ho il suo telefono. 
Quando la contattai la prima volta dovetti chiamare la redazione e loro mi dissero non possiamo darle il suo numero però la faremo ricontattare. 
Chiamò con un numero privato e quindi......

FEDERICA ANGELI DENUNCIATA ALL'ORDINE DEI GIORNALISTI PER VIOLAZIONE DELLA CARTA DI TREVISO SULLA TUTELA DEI MINORI E DELLA CARTA DEI DOVERI DEI GIORNALISTI


Spett.le, ORDINE DEI GIORNALISTI DEL LAZIO
Ieri, 28 Luglio 2015, a pag. 9 della Cronaca di Roma del quotidiano La Repubblica, a firma della Vs iscritta all'ordine dei professionisti del Lazio, Federica Angeli, dal titolo “Blocchi all'Idroscalo. 
Buttano giù le case. No, un censimento”, sono state compiute diverse violazioni alla Carta di Treviso e alla Carta dei doveri del Giornalista.
Per quanto riguarda la Carta di Treviso ricordiamo:
- che in tutte le azioni riguardanti i minori deve costituire oggetto di primaria considerazione "il maggiore interesse del bambino" e che perciò tutti gli altri interessi devono essere a questo sacrificati;
- che nessun bambino dovrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie o illegali nella sua "privacy" né ad illeciti attentati al suo onore e alla sua reputazione;
- che le disposizioni che tutelano la riservatezza dei minori si fondano sul presupposto che la rappresentazione dei loro fatti di vita possa arrecare danno alla loro personalità.
Nell'articolo non solo viene pubblicata la foto con i minori seduti in terra, cosa assai grave (punto 3 della Carta di Treviso “va altresì evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possano con facilità portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l'indirizzo dell'abitazione o della residenza, la scuola, la parrocchia o il sodalizio frequentati, e qualsiasi altra indicazione o elemento: foto e filmati televisivi non schermati, messaggi e immagini on-line che possano contribuire alla sua individuazione.”), ma l’intero articolo attenta al loro onore e alla loro reputazione e le descrizioni riportate sul luogo dove vivono sono non solo false, ma hanno come unico obiettivo quello di non dare risalto a qualità del minore e/o al contesto familiare in cui vivono, ma di denigrarlo.
Inoltre ravvisiamo anche la violazione del punto 7) della Carta di Treviso “ nel caso di minori malati, feriti, svantaggiati o in difficoltà occorre porre particolare attenzione e sensibilità nella diffusione delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi ad un sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona” essendo i minori dell’Idroscalo di Ostia sicuramente svantaggiati o in difficoltà. Contemporaneamente la giornalista Federica Angeli ha, a nostro avviso, violato la Carta dei doveri del Giornalista “E' diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede”.
Falso che “alcuni comitati del X Municipio, su cui la procura di Roma sta già indagando per altre denunce gravi nei loro confronti, avevano sparso la voce attraverso i social network che di lì a qualche giorno ci sarebbe stato uno sgombero. Aizzando gli animi dei residenti …”
Nessun comitato del Municipio X è indagato dalla Procura (e se ciò fosse a loro insaputa, è grave che se ne dia notizia violando il segreto istruttorio). Inoltre NESSUNO ha scritto che fosse imminente uno sgombero. La Comunità Foce del Tevere ha invitato 3 comunicati stampa, che tra perentesi riportiamo i link (http://comunitafocedeltevere.blogspot.it/2015/07/idroscalo-di-ostia-sabella-nessuno.htmlpoihttp://comunitafocedeltevere.blogspot.it/2015/07/idroscalo-di-ostia-censimenti-ed.htmle poihttp://comunitafocedeltevere.blogspot.it/2015/07/idroscalo-di-ostia-terzo-giorno-di.htmled infinehttp://comunitafocedeltevere.blogspot.it/2015/07/lidroscalo-di-ostia-tira-un-sospiro-di.html) in cui chiedevamo legittimamente conferma o smentita di voci di sgombero all'Idroscalo di Ostia a seguito di un fonogramma AMA e di preoccupanti segnalazioni da parte di pezzi delle Istituzioni. L’Avv. Alfonso Sabella non ha MAI “preso l'impegno di fare prima un censimento della zona” (come riporta l’articolo) con il Coordinamento Territoriale dell’Idroscalo, di cui la Comunità Foce del Tevere fa parte a pieno titolo. E’ proprio perché siamo stati tenuti all'oscuro che è scoppiata l’agitazione. Questo genere di operazioni portate avanti dalle Amministrazioni che si sono susseguite in questi decenni nei confronti dell’Idroscalo di Ostia iniziano tutte così. Legittima dunque la nostra apprensione. E' intollerabile il clima di tensione instaurato dalla giornalista Federica Angeli e il dispregio fino ad oggi da lei espresso, che con atto persecutorio aveva già, in un articolo del 24 maggio 2015, zeppo di falsità, fomentato il timore di sgomberihttp://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/05/24/favelas-idroscalo-vita-da-miserabili-nelle-case-di-luceRoma07.html
Falsa anche la frase “Vannini, Schiavone e Dejesus (tre membri del Comitato Foce Tevere”).
Solo Vannini, che è la Portavoce della Comunità, non Comitato, Foce del Tevere, ne fa parte. Schiavone e de Jesus (e non Dejesus) non ne fanno parte in quanto non residenti all'Idroscalo di Ostia.
Falso che “Tre persone sono state denunciate per blocco stradale.” Nessuno è stato denunciato. E’ stata solo paventata la denuncia dal Comandante della Polizia Municipale del Municipio X (di cui disponiamo filmato).
Per quanto riguarda la frase “in merito alle dichiarazioni apparse sulla pagina Facebook della Comunità Foce Tevere il Comando del Corpo di Polizia Locale del X Mare, rende noto come nei confronti degli autori di tali dichiarazioni assolutamente false, si procederà penalmente per il reato di diffamazione aggravata” segnaliamo che questa frase è correlata alla seguente frase postata sulla pagina della Comunità Foce del Tevere: “La Polizia Municipale con a Capo Antonio di Maggio, "Non hanno un mandato per entrare in casa, non mostrano l'ordine di servizio, prendono a calci le porte ...." (cit.) Si chiamano ABUSI”. I calci ci sono stati e lo hanno riportato i testimoni diretti che ovviamente non sono stati sentiti dalla giornalista Federica Angeli. Invece, la giornalista riporta le opinioni di un fake palese, come confermato oggi anche da Facebook, e di cui alleghiamo screen-shot (https://www.facebook.com/comunita.tevere/photos/a.858519887493909.1073741828.855131304499434/1024008670945029/?type=1&theater): “La parte sana dell'Idroscalo ha preso distanze dai facinorosi "che sono una minoranza e non ci rappresentano-scrive dall'account di fb "tore tore" un residente-se la cantano e se la sonano da soli. Per questo noi non eravamo li ad interrompere il lavoro dei vigili e li abbiamo fatti entrare in casa. Sono contento che si torni alla legalità con Sabella. Questi tizi di sedicenti associazioni stanno portando solo odio e violenza tra le persone”.
La giornalista Federica Angeli che avrebbe dovuto verificare le informazioni ottenute dalle sue ‘fonti’, per accertarne l'attendibilità e per controllare l'origine di quanto viene diffuso all'opinione pubblica, salvaguardando sempre la verità sostanziale dei fatti, affida la conclusione del suo pezzo alle parole di un fake, cosa che era evidente a chiunque in buona fede.
Chiediamo, per tutti questi motivi, all'Ordine dei Giornalisti di valutare un intervento nei confronti della giornalista Federica Angeli e di verificare anche altre ipotesi di violazione.
Con osservanza,
Franca Vannini
Portavoce
Comunità Foce del Tevere