In questi giorni i Carabinieri stanno procedendo con ACEA LUCE a controlli casa per casa dei contatori e al distacco degli stessi nei casi di irregolarità. Premesso:
- che queste operazioni avvengono su richiesta dei Carabinieri (e dunque dell’Amministrazione),
che entrano nelle case senza esibire un mandato (la cui copia dovrebbe per altro essere lasciata all'interessato) violando il domicilio, alla faccia della legalità tanto sbandierata;
- che queste operazioni riguardano la sfera della “legalità ‘giuridica’, ma non ‘sociale’”,
come ha scritto Don Franco De Donno, responsabile Caritas;
- che da anni stiamo chiedendo di riqualificare l’area attraverso un progetto ‘alto’
che renda orgogliosi non solo noi, ma Roma;
- che le famiglie toccate da queste operazioni sono le più indigenti e che siamo preoccupati per loro
perché di certo non possono vivere anziani, bambini e persone disabili in una casa senza luce;
- che questo modo di procedere violento, in assenza di dialogo, di prospettive e di soluzioni,
è quanto di più lontano dallo spirito della Comunità, ma assomiglia ad un assedio di tipo medioevale;
- che domani, martedì 26 maggio, ci sarà un incontro in Municipio tra ACEA Acqua (e forse anche Luce)
e gli amministratori, riunione dalla quale siamo ancora una volta esclusi;
Le chiediamo se è vero quello che si dice in giro e cioè che queste operazioni
stiano avvenendo per portare a termine l'illegittima operazione di protezione civile
voluta da Alemanno il 23 febbraio 2010 favorendo così l’ampliamento del Porto di Roma e l’obiettivo politico/amministrativo di sostituire l’attuale proprietà del Porto con una nuova, estranea al nostro territorio.
Cordialmente
Franca Vannini
Portavoce



