sabato 31 ottobre 2015

Pasolini e il falò – All’Idroscalo il ricordo dell’intellettuale


A quaranta anni esatti dal
suo omicidio,
l'Idroscalo ricorderà Pasolini
Lunedi 2 novembre, alle ore 18:00 
 in Piazza dei Piroscafi.
Brani del pensiero dell'intellettuale
verranno prima letti e poi adagiati
su di un manichino che lo raffigura,
mentre verranno gettate nel fuoco
di un falò le parole che hanno offeso
la sua memoria, sotto la guida

di Giorgio Jorio.







giovedì 29 ottobre 2015

IDROSCALO DI OSTIA, DACCI OGGI LA NOSTRA TRUFFA QUOTIDIANA

Ha ragione la Dott.ssa Myrta Merlino, siamo un Paese pronto a tutto, in cui serpeggia arroganza e assenza di vergogna. Un Paese che truffa i più deboli togliendogli la loro dignità e i giornalisti, che “dovrebbero fare autocritica culturale”, essere il quarto potere, la voce critica appunto contro il potere, si riducono a fare il megafono di tutto (soprattutto del potere) fuorché dei fatti.
Noi, cittadini dell’Idroscalo, siamo i deboli, lo siamo da 60 anni, 60 anni di storia e di storie degli ultimi. Non ci sono case con i rubinetti d’oro all’Idroscalo di Ostia. Non ci sono i mafiosi all’Idroscalo di Ostia. Ci sono gli ultimi che meriterebbero il rispetto, almeno dei fatti.
Alfonso Sabella non è venuto all’Idroscalo di Ostia con le ruspe. Alfonso Sabella la rivoltella non la portava perché entrava all’Idroscalo di Ostia per un sopralluogo accompagnato dai cittadini dell’Idroscalo. Sabella la pistola la porta sempre con se e l’ha portata anche dentro il Municipio X.
L’Idroscalo è “nel bacino del Tevere”, vero, come Roma e le centinaia di Comuni sviluppatisi nelle aree vicino al fiume. Non è mica un reato. Se non si sa di cosa si parla sarebbe meglio prima informarsi oppure tacere.
Pasolini non è morto dove oggi c’è il borgo di 2.000 anime dell’Idroscalo di Ostia, ma dove attualmente c’è la LIPU e dove un tempo sorgevano baracche sulla spiaggia, una spiaggia che non esiste più perché ci hanno costruito il Porto. Il Porto di Roma, della Capitale d’Italia, finito nelle inchieste di Mafia Capitale. Dire che allora quelle baracche fossero meglio delle nostre case è un’offesa e un falso storico.
L’Idroscalo ha fatto sempre comodo a tutti (anche ai giornalisti), che si ricordano di noi in campagna elettorale o nell’anniversario della morte di Pasolini, quando serve cavalcare mediaticamente solo la parola “degrado”, offendendo anche la memoria di un grande intellettuale.
Sono 60 anni che accogliamo gli ultimi degli ultimi. 60 anni in cui chiediamo di riqualificare l’area. 60 anni di comportamenti schizofrenici degli amministratori. 60 anni di bugie e finti scoop. 60 anni di gente, che parla senza conoscere né tecnicamente né socialmente la nostra realtà. All'Idroscalo di Ostia ogni giorno c’è gente che viene magari solo per vedere il tramonto o per pescare. Nessuno è mai stato aggredito, nessuno è mai stato rapinato. Ma siamo stanchi di quei giornalisti che vengono con l’unico scopo di calpestare i nostri diritti, la nostra dignità di cittadini prima di tutto, magari facendosi un giro dentro ad auto blindate e vetri fumé per poi correre a pontificare in qualche salotto televisivo. Avere un nemico all’occorrenza fa sempre comodo a troppi e noi siamo un bersaglio troppo facile anche per i conigli. Nessuno ci interpella sulle scelte che ci riguardano direttamente, nessuno ci chiede la nostra opinione. Quattro anni fa l'Idroscalo di Ostia è stato vittima di un violentissimo sgombero di 35 case, ordinato dal sindaco Alemanno: oltre 1200 persone, appartenenti alle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, hanno cacciato gli abitanti senza preavviso, sradicando intere famiglie dal tessuto sociale nel quale vivevano con vecchi e bambini, portandoli dentro a vergognosi residence, che hanno ingrassato le tasche di molti politici e colletti bianchi, dopo aver messo tutti i loro averi in dei container e dove ancora giacciono corrosi dal tempo e dalla pioggia. Nonostante il cambio di giunta e il commissariamento del Municipio i progetti per il nostro quartiere sono gli stessi della giunta Alemanno: continuare a riunirsi a porte chiuse con finti “esperti” che non conoscono il territorio, e programmare sgomberi arbitrari e trasferimenti che distruggono la nostra comunità, perché di questo stiamo parlando, di una comunità.
Da anni stiamo lavorando su un’alternativa: abbiamo presentato un progetto di riqualificazione, integrato con l'ambiente e con il tessuto urbano, e da anni collaboriamo con tutte le forze sane e impegnate di questa città, compresa l'Università di Roma, per documentare in primo luogo la volontà degli abitanti di rimanere nel quartiere e in secondo luogo la fattibilità tecnica di un progetto alternativo alla demolizione.
Da anni chiediamo di essere ascoltati e inclusi nel processo decisionale che determinerà il nostro futuro. Abbiamo una proposta concreta, partecipata e condivisa ed economicamente molto più vantaggiosa di ogni altra ipotesi finora contemplata dai politici di turno. Ma si continua, soprattutto molti di voi giornalisti, a trattarci come animali da zoo. Per le amministrazioni siamo un impiccio per gli affari del Porto Turistico, il cui patron è stato arrestato, ma il cui progetto di espansione sul nostro quartiere è tuttora il piano urbanistico vigente per la Foce del Tevere. Come se in questo momento storico Ostia abbia bisogno di altre costruzioni e demolizioni, pane per i denti delle mafie e dei corrotti.
Stiamo ancora attendendo l'esecuzione dell'ordinanza n.43 del 17/2/2010, che prevedeva, dopo lo sgombero, il rinforzo degli argini del Tevere. Lo sgombero è stato realizzato, ma il rinforzo degli argini no, perché evidentemente la pubblica incolumità dei cittadini dell’Idroscalo di Ostia non interessa a nessuno, eppure il Sindaco è “primus inter pares”, ma qui di “primis” se ne sono visti ben pochi, al massimo in campagna elettorale o durante le demolizioni a favore di telecamera.
Da anni chiediamo il rispetto da parte del Porto di Roma dell'Accordo di Programma stipulato nel 2002 e che prevedeva i lavori necessari ad impedire gli allagamenti di acqua piovana su via dell'Idroscalo. Il Comune di Roma non ha MAI fatto nulla, soprattutto il suo dovere, quello di sollecitare l’attuazione, e siamo stati tacciati di essere mafiosi per aver chiesto noi in questi anni, nel silenzio assordante del Comune, al Presidente del Porto di ottemperare agli obblighi previsti per legge.
Noi, gli ultimi degli ultimi, stiamo chiedendo da anni che fine ha fatto il Piano di Zona dell'Idroscalo, cioè le case popolari per gli aventi diritto dell’Idroscalo di Ostia. Sparito, sotto una colata di cemento senza che l’amministrazione battesse ciglio.
Il nostro abusivismo si chiama abusivismo di necessità (che in altri tempi e in altre epoche, scuoteva la coscienza degli intellettuali, della Chiesa, dei politici, dei giornalisti) e ci sono persone che vivono all’Idroscalo che godono di diritti di superficie, esattamente come gli imprenditori balneari. Ma voi non lo sapete, voi non studiate, voi semplicemente vi beate di ignorare perché avete poca stima del target che vi ascolta o vi legge. Voi cavalcate menzogne spacciate per verità e vi sorprendete perché qualcuno vi manda al diavolo se venite con la tracotanza di incasellare l’Idroscalo di Ostia come una Suburra.
Siamo stanchi, stanchi delle menzogne, come quelle sui contatori dell’acqua. Piazza dei Piroscafi fa parte delle 100 piazze di Rutelli. Le strade hanno un nome perché fanno parte del patrimonio comunale e fino a pochi mesi fa il Comune ha sempre rilasciato i certificati di residenza, assegnando dunque alle case anche numeri civici.
Siamo stanchi, stanchi di avere una dispersione scolastica altissima a causa di una pessima gestione degli orari dei trasporti pubblici.
Stanchi di non avere voce, di essere fotografati come i brutti, sporchi e cattivi, perché fa molto di sinistra parlare dell’emarginazione e di destra di ‘pulizia’. Stanchi di voi, giornalisti, che parlate troppo spesso di persone e fenomeni che nemmeno conoscete, che non volete approfondire, che entrate nelle case delle persone senza nemmeno chiedere permesso, che l’intervista ad uno solo diventa la condizione con cui stigmatizzare tutti. E Non basta vivere ad Ostia per dire delle verità su Ostia.
Nel nostro territorio arrivano gli ultimi degli ultimi, quelli che nessuno vuole, tranne che per i lavori più umilianti, sottopagati e senza diritti, che noi, italiani dell’Idroscalo (pare che specificare la nazionalità faccia la differenza in questo Paese), accogliamo senza problemi, senza chiedere il passaporto, cercando di sopperire all’assenza dello Stato, attraverso anche l’aiuto della Caritas. Nemmeno gli animali del più infimo circo sarebbero trattati con così grande disprezzo.
“L’aria che tira” nell’informazione è davvero pessima. Almeno all’Idroscalo, da noi l’aria che tira è pulita.
Francesca Bianchi della comunità dell'Idroscalo di Ostia

sabato 19 settembre 2015

Idroscalo di Ostia,la sagra dei gnocchi ad idropark

Si comincia....
                                                                                                    














Fino ad arrivare alla sua forma perfetta...
















Fino ad arrivare ad IDROPARK...












Dove si comincia a servire




Dove ci si trovano i pensieri ed i sogni dei bambini...











































venerdì 11 settembre 2015

IDROPARK


il degrado in cui ci hanno lasciato...

Si comincia pulire

Anche i piccoli aiutano..


Con un po di tappi tutto e' piu' colorato.... 
Ed ecco a voi il nostro idrodondolo...


martedì 8 settembre 2015

IDROSCALO DI OSTIA:FESTA DI FINE ESTATE RACCOLTA FONDI PER PARCOGIOCHI BAMBINI

PROGRAMMA FESTA

VENERDI 18 SETTEMBRE
ore 17:00 baby dance
ore 18:00 giochi per grandi e piccoli
(tiro alla fune,percorso ad ostacoli,ruba bandiera...)
ore 19:00 pensiero piu' bello
(ogni bambino scrivera' un pensiero sui spartitraffico)
ore 20:00 gnoccata
Sabato 19 
ore 17:00 simpaty-bici
(bicicletta piu' simpatica)
ore 18:00 torneo di carte e scacchi
ore 20:00 gnoccata e musica
Domenica 20
ore 17:00 giochi
                                                                       ore 18:00 premiazioni dei giochi e tornei
                                                                       ore 20:00 gnoccata e musica
                                                                       ore 21:00 sfilata idroscalo
l' evento si terra' in Piazza dei Piroscafi,per info si puo' contattare il 3889035105
VI ASPETTIAMO


domenica 2 agosto 2015

# LETTERA AL PREFETTO DI ROMA FRANCO GABRIELLI#

La lettera, qui riportata, contenente i punti non negoziabili per la Comunità Foce del Tevere che devono essere posti all'attenzione del Prefetto, sarà inviata domani sera via PEC con le firme dell 87 famiglie della Comunità Foce del Tevere e di chiunque dell'Idroscalo decida di sottoscriverle. 
Chi lo desidera può farlo o venendo presso la nostra sede o inviando una mail a comunitafocetevere@tiscali.it. (Franca Vannini, Portavoce)
LETTERA AL PREFETTO FRANCO GABRIELLI
In vista del prossimo incontro sul tema “Idroscalo di Ostia”, la Comunità Foce del Tevere ha ravvisato, in riferimento all'esito dell’incontro che Lei ha tenuto col Coordinamento Territoriale dell’Idroscalo, di fare un percorso autonomo, ritenendo IMPRESCINDIBILI altre priorità che qui Le elenchiamo, certi in questo modo di dare un contributo fattivo e importante per il raggiungimento dell’obiettivo finale che comunque rimane comune al Coordinamento.
1) L'incolumità dei cittadini dell'Idroscalo passa attraverso la protezione a mare, a fiume e su Via dell'Idroscalo.
A mare: abbiamo risolto noi della Comunità Foce Tevere gli scorsi anni con la Regione Lazio.
A fiume: è dal 2010 che aspettiamo che il Comune di Roma, per continuità amministrativa, esegua l’ordinanza dell’ex Sindaco di Roma, Giovanni Alemanno, n.43 del 17 febbraio 2010, relativamente alla difesa lato fiume dell’abitato dell’Idroscalo di Ostia. L’ordinanza aveva caratteristiche di Protezione Civile e prevedeva anche la difesa dell’abitato di Ostia mediante posa, presso gli argini del fiume Tevere, di palancole in acciaio tipo Larssen 23, per una lunghezza di circa 200 metri, opera mai realizzata.
Su Via dell'Idroscalo: attendiamo dal 2002 che il Comune di Roma chieda al Porto di Roma di dare esecuzione dei contenuti dell’Accordo di Programma, in modo che Via dell’Idroscalo non si allaghi più con conseguente interruzione di pubblici servizi, che impediscono alle persone di portare i bambini a scuola o semplicemente raggiungere una farmacia.
2) In questi anni nessuno dell’Amministrazione è in grado di dirci dove è finito il Piano di Zona dell’Idroscalo, dove dovevano essere costruite le 167 (totale appartamenti 70) per gli aventi diritto residenti all'Idroscalo.
3) Il problema dei contatori ACEA Acqua, ma siamo certi che sia già stato posto dal Coordinamento Territoriale. Questo problema riguarda prevalentemente i residenti della Comunità Foce Tevere.
L’inverno è alla porte, con tutti i disagi e le preoccupazioni che conseguono alla precipitazioni. Pertanto diventa urgente e imprescindibile discutere dei punti indicati. 
Chiediamo dunque di essere convocati alla prossima riunione e alleghiamo le firme degli aderenti alla Comunità Foce Tevere.
Distinti saluti
Franca Vannini
Portavoce
Tel.: +39 388 903 5105
e-mail: comunitafocetevere@tiscali.it
Roma, 2 Agosto 2015


giovedì 30 luglio 2015

ANGELI/TORE TORE: "HO VISTO COSE CHE" SOLO NEL PD.


Ecco a voi chi è 'Tore Tore'. 
Si tratta di Sabrina Giacobbi, 
segretaria del circolo PD di Nuova Ostia (quello chiuso dopo che 
LabUr ha denunciato il legame 
del circolo con la Signora Armellini 
e l'illegalità nella quale è sopravvissuto tutti questi anni), gestisce l'edicola a Nuova Ostia a cui è stato appiccato un ridicolo incendio poco tempo fa gridando all'attentato mafioso. 
Sabrina Giacobbi non è dell'Idroscalo, è molto amica di Federica Angeli e non sapendo scrivere correttamente in italiano, utilizza un ghostwriter. 
Ogni altro commento è superfluo.